lunedì 6 dicembre 2010

Storia di video: Wim.tv, il network video del futuro!

Oggi vi raccontiamo una storia, una storia di video.
E' la storia di Wim.tv, il network video del futuro, visto con gli occhi del 2015!


Bologna, 4 novembre 2015


Questa è una storia di video, la mia.
Ho appena preso un caffè molto forte, seduto nel dehor di un bar in centro.
Oggi è un appuntamento importante, uno di quelli colmi di aspettative che si attendono con grande ansia, ed è quindi un giorno speciale.
Fuori c’è il sole e la temperatura è mite, ricordo che novembre a Bologna può essere ancora tiepido in certi pomeriggi, con la luce tenue che si riversa sui muri rossi e gialli delle case, e infonde una sensazione pastosa da paese, più che da città.
Oggi incontrerò Jim Jarmush. Il mio regista preferito, sin da ragazzo, autore di capolavori cinematografici quali “Dead Man”, “Coffee and Cigarettes”, “Daunbailò” e grande amante della sceneggiatura e della vita; il suo incontro è il mio premio, il mio primo premio di un contest di filmmakers a cui ho partecipato con il mio ultimo lavoro.
Quando mi trasferii qui a Bologna alla fine degli anni ’90 per studiare Cinema all’Università, avevo un grande sogno. Oltre a quello di fare il regista, naturalmente. Volevo che il cinema, i film, i cortometraggi, fossero un’arte aperta a tutti, vicina a tutti, capace di infondere a tutti quella senzazione che dava a me, una grande spinta alla creatività e alla fantasia.
Tenere in mano una videocamera, e riprendere la vita. La vita nelle strade della mia città e delle città di tutto il mondo, in un attimo, fissare momenti importanti, o semplici, attimi che esistono solo in quel medesimo istante e, attraverso la nostra sensibilità, diventano unici ed irripetibili.
A Messina non avevo una videocamera. Nel 1997 non erano in molti a possederne una, al mio paese.
Al corso di Cinematografia imparai ad usare una telecamera professionale e ad avere le prime gioie, con le inquadrature, i tagli, la luce e scoprii la mia passione nel cogliere e riprendere i volti, i gesti, le espressioni umane.
Conobbi Marco, il mio carissimo amico di studi, e con lui produssi il mio primo cortometraggio, “The hand’s day”, un tema semplice con un punto di vista differente, montato in una notte nella sala al seminterrato del Dipartimento di Arti Visive, d’accordo con il professor Zanchi che ci aveva dato il permesso.
Nella vita ho perso il conto dei concorsi cinematografici per corti, festival, rassegne a cui ho partecipato. Non ne ho mai vinto uno. Eppure la gente mi ha spesso dimostrato apprezzamento e stimolato, ed io sono andato avanti. Anche se, dopo la laurea in “Cinema e Produzione Multimediale”, sono stato assunto all’Archivio Audiovisivi di Reggio Emilia, e adesso sono quindici anni, la mia passione non l’ho mai abbandonata. Certo, non sono diventato un grande regista di successo come credevo quando avevo diciott’anni, ma nel mio studio, a casa, fra vecchi monitor, obiettivi e accessori sempre più precisi, da solo o in compagnia, ho montato duecento film.
Il mio palmare squilla, rispondo. E’ mio figlio più grande dall’altra parte, mi dice in bocca al lupo per l’incontro con “Lui”, mi ricorda di fargli firmare una dedica digitale che vuole conservare per sè. “Sei emozionato?” – chiede. “Si, sono emozionato e molto felice”. Mio figlio ha dieci anni e da grande vuole fare il regista di documentari sui felini, dice, vuole viaggiare molto per conoscere tutte le specie. Io lo approvo, so che ce la farà a raggiungere il suo sogno. Certo, se non cambierà idea!
Quando nacque Adriano pubblicavo i miei video sul web, avevo diversi canali dove condividevo i miei lavori con tutti i cybernauti appassionati di film, come me. Era il momento di Youtube, della rivolta degli UGC, e io approfittavo di tutte le vetrine per far conoscere i miei lavori.
Avevo una web tv su un famoso portale, si chiamava “Navona Street”, dal nome della via in cui abitiamo tuttora, a Reggio Emilia. Conducevo un programma in streaming al sabato pomeriggio che stava riscuotendo un discreto successo.
Poi, un giorno, la svolta. Ricevetti una email di invito a registrarmi su Wim.tv. Non avevo mai sentito questo nome. Il sito era allora una piccola startup di ragazzi che lavoravano in un ufficio di diciotto metri quadrati, ma che avevano una grande ambizione ed una guida di un maestro esperto nel settore dei media digitali. Le parole erano promettenti, “l’anti youtube italiano, il nuovo network per guadagnare con i tuoi video, ”, e ci provai. Sono sempre stato aperto alle nuove possibilità offerte dalla rete e ho avuto fiducia di chi era come me, ambizioso e determinato. Pubblicai su wim.tv i miei lavori più recenti, quelli che mi avevano dato più soddisfazione, e lasciai andare quel processo per cui i miei contenuti di qualità avrebbero potuto portarmi visibilità e remunerazione. All’inizio sul sito non c’erano molti iscritti, fu un attimo e diventarono migliaia di utenti, ragazzi, amatoriali giovani e meno giovani, professionisti, pubblicitari. I miei lavori avevano grande visibilità poichè ero fra i primi che si erano iscritti. In due settimane i miei video divennero i più cliccati del sito. “Tamara”, un corto che avevo svolto partendo dalle riprese del matrimonio di una mia cara amica, sfiorò il milione di visite e nel tempo venne richiesto da ben sessantacinque web tv del portale.
Il mio credito aumentava, gli utenti chiedevano di me e venne scritto un articolo sul mio caso, “Creator Francois, successo da record”, che portò ancora più visite sul mio canale. Aprii un blog dove davo consigli di regia agli aspiranti amateur del settore. Più tardi venni anche chiamato dall’Università degli Studi di Bologna per tenere un laboratorio di Editing Video, che ho il piacere di condurre ancora oggi, ogni secondo semestre per gli studenti del Dams ad indirizzo Cinema.
Wim.tv ha cambiato la mia vita e mi ha dato una possibilità che mi era stata negata a livello sociale, concedendomi un’opportunità unica per far emergere i miei lavori e farli conoscere ad un pubblico di professionisti con cui altrimenti non sarei riuscito a mettermi in contatto.
Il sito negli anni si è ampliato, ora wim.tv è diviso in sezioni e il sistema è fruibile non solo nell’ambito video, ma anche per la musica, le fotografie e i libri.
Il mese scorso wim.tv ha indetto un contest di filmmaker, tema: “I sogni”. Premio: la possibilità di incontrare e conoscere di persona Jim Jarmush. Sono tornato a Bologna, ho fatto un giro all’Università, ho rivisto il professor Zanchi, che è in pensione e vive in una grande casa luminosa in Via Saragozza. Ho incontrato Marco, che è diventato Art Director e lavora in una delle agenzie pubblicitarie più prestigiose della città. Ho ritrovato me stesso e i miei sogni di ragazzo, e con il mio lavoro ho vinto il contest.
Oggi ho trentotto anni e il mio grande sogno, come succede il più delle volte, non si è snocciolato come lo avevo immaginato, ha preso pieghe differenti, ma mi ha regalato emozioni uniche e ne sono felice.
Lascio l’euro del caffè sul tavolo del dehor e mi avvio verso l’incontro con Jim.
I sogni si costruiscono giorno per giorno, l’importante è non perdere mai la speranza di inseguirli.




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