martedì 22 marzo 2011

Pirateria: colpa dei prezzi troppo alti

La pirateria ha una spiegazione logica: spesso sono i prezzi, troppo alti, a spingere gli utenti a ricorre ad essa.
La tesi finale di un gruppo di ricercatori indipendenti del Social Science Research Council è che la pirateria è più che altro un problema di prezzi: scordiamoci di risolvere la questione con censura, sospensione dei servizi web o rafforzando i poteri di polizia.
L'obiettivo di questa ricerca era comprendere le dinamiche che si nascondono dietro la pirateria, soprattutto nei paesi emergenti e più popolosi come Russia, Messico e India. La conclusione è che queste popolazioni non sono senza morale o contrarie al pagamento dei contenuti. La verità di fondo è che "i prezzi alti dei media, bassi stipendi e tecnologie digitali a buon prezzo sono gli ingredienti principali della pirateria globale. Se la pirateria è ubiqua nella maggior parte del mondo, è perché le condizioni sono ubique".
E' dunque spesso il prezzo troppo alto a spingere gli utenti a ricorre al downloading illegale. La maggior parte di loro sostiene, infatti, che non ricorrerebbe alla pirateria se i contenuti costassero da 1 a 3 euro.

Quando CD, DVD o software originali hanno prezzi da cinque a dieci volte più alti, rispetto agli stipendi locali, di Stati Uniti e Europa, rafforzare le leggi per proteggere il copyright non serve. La soluzione è nel favorire società che alzino il livello di competizione nel settore e che rendano i listini competitivi.

Secondo Matt Ployhar, presidente della PC Gaming Alliance (altresì conosciuta come PCGA, quell’associazione che riunisce le maggiori figure dell’industria videoludica, come ad esempio Epic Games, Capcom, Dell, Intel, Microsoft e nVidia), la pirateria su PC di programmi e videogiochi è in netto calo.
Il presidente della PCGA ha dichiarato: “La pirateria su PC è in calo e ci sono alcune statistiche che lo confermano. Innanzitutto con l’arrivo dei giochi free-to-play la pirateria non ha senso di esistere, essendo titoli scaricabili gratuitamente. Prendiamo come esempio Crysis 2, che è stato duramente colpito dalla pirateria. In questo senso il game design sta cambiando, infatti gli sviluppatori implementano elementi aggiuntivi come gli achievement, che non possono essere sfruttati dalle copie pirata. In sostanza si potrà anche piratare qualsiasi gioco ma difficilmente si riceverà lo stesso divertimento di cui godrebbe un giocatore che acquista regolarmente". 
Stando alle ricerche di PCGA, la pirateria ha vissuto il suo momento d’oro quando erano presenti sul mercato solo i supporti fisici, dove era sufficiente trovare un crack per giocare illegalmente; ora la situazione è del tutto cambiata.

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