giovedì 19 maggio 2011

La nuova generazione di dot.com 2.0: l'Italia manca ancora all'appello


Groupon è un social network un po' anomalo la cui idea di business è di organizzare acquisti collettivi scontati reclutando via rete, fra i soci, i clienti di volta in volta interessati alle operazioni.
Ha rifiutato lo scorso anno di vendersi a Google per 6 miliardi di dollari e sembra puntare - forte del recente fundraising di 950 milioni e dei 2.700 dipendenti nel mondo - a un IPO fra i 15 e i 20 miliardi.
Zynga, una social gaming company fondata nel 2007, è passata da una valutazione implicita di 5 miliardi nell’ottobre 2010 a una di 9 nel febbraio 2011.
Sono cifre che impallidiscono a fronte di quelle ben note di Facebook, nata nel 2004: 50 miliardi di valutazione implicita all’inizio dell’anno, in un finanziamento organizzato da Goldman Sachs; 70 miliardi negli scambi sul mercato secondario dei mesi successivi; oltre 100 miliardi, secondo il Wall Street Journal dei primi di maggio, il possibile valore per un IPO all’inizio del 2012, a fronte di un fatturato atteso di circa 4 miliardi.
Accanto a Facebook almeno altri due social network, Twitter e LinkedIn, vedono lievitare il loro valore: 8-10 miliardi per Twitter (oggetto del desiderio di Google e Facebook), che a fine 2010 valeva meno della metà; e 2 per LinkedIn, prossima alla Borsa.
Nel frattempo, hanno iniziato a quotarsi le "brutte copie" di Facebook. Il primo IPO - al Nasdaq - è quello di Renren, social network cinese nato nel 2005, valutato ben 72 volte il suo fatturato 2010 di 76,5 milioni.
Sintomatico il caso di MySpace, nata un anno prima di Facebook e acquistata dopo due anni di vita da Murdoch per più di 500 milioni, messa ora in vendita a un quinto del prezzo di acquisto.

La diffusione sociale delle nuove tecnologie connesse alla rete, unita alla cultura del web, sta trasformando i meccanismi di funzionamento del mercato globale, che sarà fortemente condizionato dalle capacità di imprenditori innovativi specializzati nell'uso di Internet.

La creazione di piattaforme dove condividere interessi, trovare informazioni su specifici argomenti, effettuare transazioni e stringere relazioni con altre persone è una leva in grado di generare giri di affari enormi.
Una "nuova bolla delle dot.com con una forte prevalenza per attività legate ai Social Media nell'era del web 2.0".


Mancano all’appello, almeno per il momento, gli italiani. Ma le potenzialità ci sono e la speranza è che si sia in grado di creare le condizioni perché le cose possano cambiare presto.

Nessun commento:

Posta un commento