venerdì 30 settembre 2011

Italia ultima in Europa nell'ambito della musica digitale

Musica digitale: l’assenza di una politica nazionale per la diffusione della banda larga e di un’agenda per i contenuti sta portando l’Italia ai margini del mercato. Lo dimostra il Rapporto Deloitte per FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), relativo al primo semestre del 2011.

Secondo i dati del Rapporto, infatti, il mercato complessivo è in calo del 9%. Il mercato discografico italiano ha mostrato un fatturato totale generato dal digitale di 12,4 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto al 2010. Il digital download cresce del 13% con una percentuale di album che aumentano del 37% mentre i singoli del 6%.

Tuttavia lo sviluppo del digitale in Italia è stato il più basso in Europa: perfino la Spagna, con oltre 22 milioni di euro e una crescita del 15%  ha realizzato performance migliori dell’Italia. In Spagna il digitale è il 36% del mercato. Il Regno Unito è aumentato del 20% con una share del 42% del digitale, Germania del 19% con una share del 17% e Francia, con una crescita del 12 % e una share digitale del 24 %.

FIMI attribuisce il limitato sviluppo del digitale in Italia alla scarsa diffusione della banda larga, all'assenza di una politica culturale e alla mancanza di progettazione sul digitale e i suoi contenuti.
Complessivamente il digitale rappresenta il 21% del mercato discografico italiano, ed è ancora forte il trend dei ricavi basati sulla pubblicità.

L’Italia, che si è sempre collocata come mercato discografico nei primi dieci al mondo (nel fisico è l’ottavo mercato), nel digitale si colloca solo al 16° posto.



Nessun commento:

Posta un commento