martedì 8 novembre 2011

Banda ultra larga nel maxi-emendamento del governo?

Dopo anni di richieste e sollecitazioni potrebbe trovare posto, nel maxi emendamento governativo, un capitolo sulla banda larga e ultra larga.
Dopo anni di promesse, puntualmente smentite, e repentine marce indietro, si recepisce che i punti salienti dell’Agenda Digitale sono priorità per rendere l’Italia Digitale, superare i ritardi cronici e tornare a crescere e a creare occupazione.

L’economia digitale già oggi vale 700 mila posti di lavoro solo in Italia.
Il Fattore Internet in Francia vale il 3%, e addirittura il 5% in Gran Bretagna e Svezia. Quindi anche l’economia digitale potrebbe rappresentare il 4% del PIL italiano, se voltasse pagina, sfruttasse le opportunità per colmare il gap con il resto d’Europa.


Nel periodo 2005-2009 la Web economy ha contribuito per il 14% alla crescita del PIL, con un tasso di incremento a doppia cifra e dieci volte superiore al ritmo di crescita nazionale. L’impatto indiretto dell’economia digitale genera altri 20 miliardi di euro (per acquisti nel canale tradizionale dopo la consultazione onine e su blog).
Anche le PMI, spina dorsale dell’economia italiana, hanno beneficiato del Fattore Internet. Le imprese con una vetrina online hanno registrato una crescita media annua del 10% e soprattutto hanno aumentato l’export.


Da uno studio di Ericsson emerge che raddoppiare la velocità di connessione a banda larga genera un aumento del PIL dello 0,3%. L’incremento dello 0,3% nella crescita del PIL equivale a 126 miliardi di dollari, il raddoppio ulteriore della velocità moltiplica l’effetto economico: per esempio quadruplicare la velocità di connessione produrrebbe una crescita del PIL pari allo 0,6%.





E’ la fine del digital divide?

Nessun commento:

Posta un commento