lunedì 18 febbraio 2013

Il boom dei servizi TV Over The Top (OTT)

Il tema dei servizi TV Over The Top (OTT) sta diventando caldo in questi primi mesi del 2013.
La domanda di contenuti audio-video ormai da tempo si muove sempre di più verso le nuove piattaforme cosiddette internet-based. Gli spettatori sono sempre più orientati verso la comodità, la flessibilità e la mobilità che permette loro di guardare contenuti via web in aggiunta o in sostituzione alle trasmissioni tradizionali. L'offerta dei nuovi servizi OTT (Over The Top) identifica la diffusione di contenuti audiovisivi tramite Internet e per mezzo di una TV interattiva connessa alla rete, dando origine ad un ventaglio di offerte di contenuti video incomparabile rispetto ai broadcaster nazionali.

L'offerta dei servizi Over The Top, oltre al pc e alle TV interattive come le Smart TV, contempla i nuovi terminali quali tablet e smartphone, costituendo di fatto una modifica sia di fruizione che strutturale della programmazione televisiva, modifica che porta inevitabilmente all'emersione di nuovi modelli economici diversi da quelli tradizionali della TV commerciale o della pay-tv.
La possibilità di fruire del prodotto televisivo su diverse piattaforme e in maniera non lineare permette agli utenti di costruire palinsesti personalizzati e offerte "su misura" basate su attitudini personali.

Secondo un nuovo rapporto di IHS Screen Digest, al momento non è ancora conveniente per i canali televisivi con un vasto pubblico spostare le proprie trasmissioni in OTT, ma nei prossimi quattro anni molti canali di piccole e medie dimensioni potrebbero optare per questa soluzione.

Grazie soprattutto alla spinta degli operatori Over The Top, il mercato dell’online video raggiungerà i 37 miliardi di dollari entro il 2017.
A guidare questo nuovo trend in Europa è il Regno Unito: molti fra gli operatori di pay-tv nel mercato inglese hanno già inserito servizi TV OTT, di pari passo con servizi multischermo. 
Il Regno Unito, con il progetto YouView, ha indicato una strada possibile.

YouView, nato nel 2010 sotto la spinta della BBC in risposta alla Digital Britain del governo Brown, ha raccolto 4 broadcaster nazionali (BBC, iTV, Four e Channel 5) per un’audience vicina al 75%, 3 operatori di telecomunicazioni (BT, TalkTalk e Arqiva) e diversi produttori di tecnologia (piattaforme, apparati, system integrator) con l’obiettivo di realizzare una nuova piattaforma tecnologica aperta che consentisse una fruizione multipiattaforma, da un unico punto di accesso ed in modo trasparente per l’utente finale.

In Italia il mercato dell'online video si sta espandendo molto: l’audience dei contenuti video online in Italia è cresciuta dell’8.3% fra luglio e dicembre 2011. Secondo la Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia e Audiweb Trends, nel mese di dicembre 2012 sono state 45,9 milioni le stream views e 5,9 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 28 minuti e 29 secondi di tempo speso per persona.

L'Italia è però ancora un terreno su cui giocano principalmente "big player" planetari, mentre gli attori dell’industria italiana hanno bisogno di definire un progetto di politica industriale capace di dare una risposta come sistema-Paese a questa nuova spinta di mercato.

Come suggerisce l'ex Commissario AGCom Nicola D'Angelo, "l’Italia ha bisogno di costruire un nuovo ecosistema che sia in grado di rispondere alle nuove esigenze degli utenti, di garantire un’equa remunerazione a tutti i player coinvolti (produttori di contenuti, broadcaster e telco) e che consenta, così, di costruire spazi di mercato sostenibili".

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